Highlights
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TOUR DEL VINO: LACHRIMA CHRISTI DEL VESUVIO
Incontro con la guida in albergo in albergo e partenza verso la zona sud-ovest della zona vesuviana, [continua] -
POMPEII, SORRENTO E CAPRI
Un incredibile escursione guidata tra arte, storia, archeologia, natura e mare cristallino. [continua] -
UNA GIORNATA A POMPEI ED ERCOLANO
Pompei ed Ercolano, due autentiche città romane sigillate per secoli dal fango, dai lapilli... [continua] -
CAPRI L'ISOLA AZZURRA
Più che in altri posti è consigliabile prenotare una visita guidata per evitare le code e gli... [continua] -
COSTIERA SORRENTINA, COSTIERA AMALFITANA, POSITANO E POMPEI
Una escursione guidata da non perdere tra arte, natura, storia e archeologia. [continua] -
LE PERLE DELLA COSTA
Quest'escursione vi farà godere nei modi e nei tempi giusti la "Divina Costiera", dedicata... [continua] -
POMPEI VISITA GUIDATA - DURATA DUE ORE -
E' il vanto dell' archeologia mondiale, inizierete a viaggiare indietro nel tempo passeggiando... [continua] -
S. GREGORIO ARMENO E I DECUMANI
Una gita nel cuore di Napoli, tra le piccole botteghe presepiali di Via San Gregorio Armeno... [continua]
2010 Ritorno al Barocco
É una rassegna che intende raccontare il barocco come passione per la vita e per l´arte. É un evento che coinvolge Napoli e il territorio circostante attraverso un ricco programma di mostre presentate in sei musei cittadini e varie altre iniziative che includono arte e architettura, musica e teatro.
Ritorno al barocco documenta, rispetto alle tre mostre organizzate dalla Soprintendenza tra il 1979 e il 1984 i progressi degli studi di questi ultimi trent´anni (1979- 2009) su aspetti, momenti e ′generi′ che caratterizzarono la cultura artistica Napoli dall´arrivo del Caravaggio (1606) alla presenza in cittá di Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga (1750), seguita dalla partenza di Carlo di Borbone per la Spagna (1759).
Ma con ′ritorno al barocco′ si vuole anche richiamare l’attenzione sulle inclinazioni, sui comportamenti e sugli aspetti piú radicati, molteplici e caratterizzanti della realtà napoletana in etá barocca, con conseguenze avvertibili successivamente e di recente. La cittá segnata fin dal primo Seicento da contraddizioni e contrasti continui, tra vizi e virtù, miseria e nobiltá, fasti e misfatti, fu da allora, infatti, sempre vissuta o percepita come vasto scenario della umana condizione, quasi un ″gran teatro del mondo″, caratterizzato da un inestricabile intreccio di ′natura e artificio′, di storia e mito, di realtá e fantasia, nel quale protagonisti e comparse si alternano e si confondono in occasioni e situazioni comuni o diverse, tra gioie e dolori, diffusa spensieratezza e profonda riflessione.
Il barocco, quindi, come metafora o, meglio, come manifestazione concreta della condizione di Napoli e dei napoletani, di antico e nuovo, di passato e presente, di passioni e paure, di speranze e delusioni, cosí quale apparve ai tanti viaggiatori, italiani e stranieri, che la visitarono dal Sei al Settecento e ancora nel primo Ottocento. Un insieme straordinario, di chiese, palazzi e musei che, al di lá delle tante ombre e delle nuove ′miserie′ nelle quali Napoli sembrerebbe ripiombata in tempi recenti, resta ancora strumento eccezionale per restituirci fantasie ′barocche′, sogni colorati e forte volontà di ripresa.
Ritorno al barocco documenta, rispetto alle tre mostre organizzate dalla Soprintendenza tra il 1979 e il 1984 i progressi degli studi di questi ultimi trent´anni (1979- 2009) su aspetti, momenti e ′generi′ che caratterizzarono la cultura artistica Napoli dall´arrivo del Caravaggio (1606) alla presenza in cittá di Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga (1750), seguita dalla partenza di Carlo di Borbone per la Spagna (1759).
Ma con ′ritorno al barocco′ si vuole anche richiamare l’attenzione sulle inclinazioni, sui comportamenti e sugli aspetti piú radicati, molteplici e caratterizzanti della realtà napoletana in etá barocca, con conseguenze avvertibili successivamente e di recente. La cittá segnata fin dal primo Seicento da contraddizioni e contrasti continui, tra vizi e virtù, miseria e nobiltá, fasti e misfatti, fu da allora, infatti, sempre vissuta o percepita come vasto scenario della umana condizione, quasi un ″gran teatro del mondo″, caratterizzato da un inestricabile intreccio di ′natura e artificio′, di storia e mito, di realtá e fantasia, nel quale protagonisti e comparse si alternano e si confondono in occasioni e situazioni comuni o diverse, tra gioie e dolori, diffusa spensieratezza e profonda riflessione.
Il barocco, quindi, come metafora o, meglio, come manifestazione concreta della condizione di Napoli e dei napoletani, di antico e nuovo, di passato e presente, di passioni e paure, di speranze e delusioni, cosí quale apparve ai tanti viaggiatori, italiani e stranieri, che la visitarono dal Sei al Settecento e ancora nel primo Ottocento. Un insieme straordinario, di chiese, palazzi e musei che, al di lá delle tante ombre e delle nuove ′miserie′ nelle quali Napoli sembrerebbe ripiombata in tempi recenti, resta ancora strumento eccezionale per restituirci fantasie ′barocche′, sogni colorati e forte volontà di ripresa.



