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Guida Turistica Autorizzata

2010 Campania di Primavera

Tutti i sabati e le domeniche di Marzo Ore 10,00
L’arte religiosa nel centro antico di Napoli dal ‘600 ai giorni nostri
Visita guidata nel centro storico e Spaccanapoli: Piazza del Gesù Nuovo, Chiesa del Gesù Nuovo, Piazza San Domenico Maggiore, Cappella Sansevero e il Cristo Velato, San Gregorio Armeno, San Lorenzo, Duomo di San Gennaro  –
Costo visita: 15 € a persona

Durata della visita guidata: 2 ore e 30 minuti (dalle ore 10,30 alle 13)
Prenotazione obbligatoria:  info@tourguidenaples.com  ( oppure 338.888.42.82

Riapertura della collezione Farnese
dal 2 Ottobre 2009 al 2 Ottobre 2010
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Orario di apertura: dalle 9 alle 19:30. Chiuso il martedì. Costo del biglietto: 10 euro / 6,75 euro (ridotto).
Il Museo archeologico di Napoli presenta un nuovo allestimento della Collezione Farnese, trasferita da Roma nel '700 per formare il primo nucleo del Real Museo Borbonico. Iniziata nel XVI secolo dal “Gran Cardinale” Alessandro Farnese (futuro papa Paolo III), la collezione è tra le maggiori raccolte di sculture antiche al mondo e raccoglie le straordinarie sculture antiche ritrovate nel Foro, nel tempio di Adriano e nelle terme di Caracalla, insieme a dipinti ed arredi dei più grandi artisti del Rinascimento. In esposizione oltre 300 sculture, tra cui, capolavori celebrati quali la Venere Callipigia, l’Atlante Farnese, i Tirannicidi, l’Ercole di Lisippo e il monumentale Toro Farnese, come pure un gruppo di marmi pressoché inediti, riconosciuti grazie a ricerche sistematiche su documenti d’archivio e testimonianze grafiche.
L'evento rientra nelle proposte culturali del "Viaggio nella tradizione", percorso promosso dall'Assessorato al Turismo e Beni Culturali della Regione Campania.

Il Barocco e l'Arte Contemporanea
dal 1 Dicembre 2009 al 30 Aprile 2010
Museo Madre
Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina
 Il Madre ha in programma una mostra che raffronti il XVII secolo, periodo di massima espressione dell'arte barocca, con il nostro tempo: periodi storici entrambi caratterizzati da un lato da rivoluzionarie scoperte scientifiche e dall'altro da un profondo fanatismo religioso.


Ritorno al barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli.

dal 12 Dicembre 2009 al 11 Aprile 2010
Museo nazionale di Capodimonte 
Orari di apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 18. Sabato dalle 9 alle 14.
Sei esposizioni tematiche in altrettanti musei di Napoli: Museo di Capodimonte, Castel S.Elmo, Certosa e Museo di S.Martino, Museo Duca di Martina, Museo Pignatelli, Palazzo Reale. La mostra è interamente dedicata alla stagione del barocco a Napoli, che può essere definita da tre momenti: l'arrivo di Caravaggio a Napoli nel 1606, la presenza in citta' di Luigi Vanvitelli e Ferdinando Fuga (1750) e la partenza di Carlo di Borbone per la Spagna (1759). In esposizione 350 opere, in gran parte inedite o restaurate di recente, tra dipinti, disegni, sculture, arredi, gioielli, tessuti, ceramiche e porcellane, suddivise tra i molteplici e diversi aspetti rappresentati dalla produzione artistica dei centocinquanta anni di elaborazione e diffusione di questo linguaggio figurativo e culturale. Il progetto espositivo coinvolge l’intera città e il territorio regionale con 27 itinerari nei luoghi barocchi, quali chiese, certose, collegiate, palazzi e musei regionali.



Corpi di gesso che raccontano una tragedia - Antiquarium di Boscoreale
Sono raggruppati nell´Antiquarium di Boscoreale fino al prossimo 20 dicembre 2011,
per la mostra "I calchi", organizzata dalla Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei.
Dal 1991 la struttura raccoglie nelle sue due sale, oggetti che descrivono minuziosamente la vita e l´ambiente di primo secolo nelle zone vesuviane. Anfore, specchietti, resti di pane, ami da pesca e suppellettili appartenenti al cosiddetto "instrumentum cotidianum", ci restituiscono uno spaccato dell´antica società romana. Accanto agli oggetti, i loro antichi fruitori, ancora immobili nella loro agonia. «Un dettaglio umano e archeologico unico, che solamente Pompei offre al mondo.
Il colpo d´occhio è garantito, e ci restituisce una piccola immagine del caos dominò la città quel 24 agosto.
Ecco la testa di una donna. Inutilmente provò a proteggersi dai gas eruttivi nocivi, coprendosi la bocca con un drappo. Più in là, un ragazzo prono, con ai piedi ancora i segni dei suoi calzari con borchie in ferro, e un altro ancora (ritrovato nella casa detta di Curzio Rufo) che nella fretta della fuga inciampò e cadde per le scale, spargendo intorno i pochi oggetti di valore racimolati in fretta. Ancora, i calchi di quattro persone (i più toccanti), forse una famiglia, ritrovati nella così detta Villa del bracciale d´oro. Una donna, benestante, con un bambino di quattro anni, a faccia in giù, che cerca di proteggersi dai lapilli roventi. Vicino a lei, un corpo, forse di uomo, e, lungo il corridoio, un altro giovane, avvolto da una semplice tunichetta. «Non è arte, né imitazione, ma sono le loro ossa: è il dolore della morte che riacquista corpo e figura», sottolinea Marcello Fiori, commissario delegato all´area archeologica, citando una frase di Luigi Settembrini, tratta dalla "lettera ai pompeiani" del 1863.
Forse è proprio questo il segreto Pompei, che da sempre attira la curiosità, a tratti l´affetto di studiosi e turisti. Non già i suoi capitelli o il suo marmo. Ma i solchi lasciati lungo la strada dalle ruote dei carri, i graffiti elettorali, le locande, i postriboli, i giochi nell´anfiteatro. Tutti aspetti della quotidiana vitalità imperiale di questa florida città, che improvvisamente hanno smesso di pulsare una mattina di quasi 2000 anni fa. E i calchi ne rappresentano l´anima.




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